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  • GiustaDiSale

SIETE STELLE CHE BRILLANO, MA ANCORA NON LO SAPETE

Ma quali anni più belli? Sono stati un patimento. Per giungere al liceo c’era una bella salita da fare a piedi: il pullman fermava sulla strada sottostante. E secondo me non era una metafora: tipo la cultura che ti fa salire.

Il Rocci – quel tremendo vocabolario di greco morto nel quale per trovare la radice di un verbo ti ci vuole una laurea in speleologia – era vivo, ne sono tuttora persuasa. Altrimenti non si spiega il fatto che aumentasse di peso a ogni passo. Un paio di volte, sbirciando nello zaino appoggiato moscio al banco, sono quasi certa di aver intravisto un ghigno blunella sua copertina.


La media del tre in greco, a dirla tutta pure in latino. Quanti pianti. Pianti dolorosi. Convinta che quei voti fossero la cartina tornasole di un giudizio e non un voto. Convinta di essere soltanto quel numero.

Nella mia classe erano praticamente tutti dei mezzi geni, almeno ai miei occhi.


Ecco, a chi comincia le superiori in questi giorni una cosa vorrei dirla. È una lezione che ho imparato anni dopo, quando mi sono voltata indietro e ho ripensato al liceo. Voi non siete un numero, quel fottutissimo tre è circoscritto a quel compito, a quella versione, a quel tema o a quel test. Forse avete studiato poco o male oppurequella disciplina non è il vostro forte.


Non mollate, però, di un millimetro. Promettetemelo. Vi stupireste, se si potesse viaggiare nel tempo, nell’incontrarvi tra qualche anno. Perché allora ricorderete i professori più severi con un affetto e una gratitudine che non potete immaginare. E vi ritroverete a consultare il Rocci con un amore che non vi sto a raccontare.


Abbiate fiducia, siate buoni con voi stessi. Impegnatevi tanto, ma se la pagella dovesse ricordare la schedina del Totocalcio non pensate nemmeno per un momento di valere poco. Siete stelle che brillano, ma ancora non lo sapete.


Se invece, tu che stai leggendo, sei il primo della classe, quello con la media più alta e sempre impeccabile, beh, chapeau e complimenti. Però quanto sei antipatico a non passare mai nemmeno un pezzetto di versione. Siete stelle che brillano, non abbiate paura.

Laura Malfatto

Articolo uscito su La Ragione 11 settembre 2021




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