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  • GiustaDiSale

LA SANA INVIDIA DI CHI NON SI TROVA IN LAGUNA

In questi giorni pare che tutti siano a Venezia. Io no, e non sapete che invidia. Benevola, per carità, ma non mi vergogno a chiamare le cose per nome, e di invidia si tratta.


Tappeto rosso, party, scarpa giusta, battuta veloce e quel gesticolare misto di «Sono qui per caso» e «Non potrei essere altrove». Attori e registi, ma anche giornalisti, influencer, instagrammer e trendsetter e chiunque abbia ricevuto un biglietto di invito da uno sponsor si trovano in laguna. Eppure non mi sento sola: con me c’è un’amica. Che io non l’abbia mai conosciuta non è un dettaglio, matale la immagino.

Abbiate pazienza, seguitemi.

La verità è che indosso il tossico vestito dei nostri tempi: il disperato bisogno di successo. Vedo che scuotete la testa, come a dire «A me importa nulla del red carpet e di Venezia…». Beati voi. Ditemi che sbaglio quando sostengo che tutto intorno a noi pare voglia agghindarci di questa capsule collection glitterata, effimera, che spesso c’imprigiona. Pubblicità e media non perdono occasione per tagliare e cucire le nostre vite con il filo rosso del successo. E se come me non siete a Venezia, certamente nessuna passerella si srotola sotto i vostri passi mentre a favore di fotografi fate finta di salutare.

Ma ho la soluzione: infischiatevene e il successo vi bacerà.Mentre staremo a casa, adornati di nuova consapevolezza e impalpabile beatitudine, il successo sarà in cammino. Non lo dico io. Lo ha scritto nel 1954 la mia amica, lei sì fashion editor influente nel mondo. «Infischiarserne: È un verbo orribile, e per di più antiquato, e per di più compromesso politicamente e socialmente. Però non ne trovo altri che con uguale interezza, volgarità e vigore condensino una disperata ed estrema ricetta di successo».

Lo ha scritto Irene Brin – poliglotta, esperta di arte e moda, scrittrice e giornalista – nel suo “Dizionario del successo dell’insuccesso e dei luoghi comuni”. Brin elenca i presupposti: quando avrete curato il vostro fisico, migliorato scrupolosamente la vostra cultura, studiato con intelligenza e gentilezza il vostro prossimo, quando avrete fatto insomma del vostro meglio… allora infischiatevene.


Conclude: «Seriamente, sinceramente, coraggiosamente. Andate a fare un viaggio. Mettetevi a letto. Sbattete l’uscio… Rinunciate, profondamente, al mondo e alle sue pompe. Sarà la sola maniera perché il mondo e le sue pompe vengano verso di voi».


Venezia, ci vedremo presto. Intanto continuerò a cercare di fare del mio meglio.

Laura Malfatto


Articolo uscito su La Ragione il 04 settembre 2021









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